Alkantara Fest 2025
Si è concluso anche quest’anno l’ormai consolidato evento di musica folk e world che da vent’anni, con la regia dell’associazione culturale Darshan, arricchisce il panorama musicale del territorio etneo. Iniziato come concerti itineranti nei comuni del comprensorio etneo, dal 2018 Mario Gulisano, presidente dell’associazione Darshan, ha eletto Il Pigno come cuore di Alkanatara Fest. Qua infatti si svolgono i quattro giorni centrali del festival (quest’anno dal 24 al 27 luglio) a cui si può partecipare anche in forma residenziale, dormendo nel nostro agricampeggio e potendo così partecipare a tutti gli eventi musicali e laboratoriali che arricchiscono il festival.
Il programma di questa edizione ha visto numerosi artisti alternarsi tra i quattro palchi dislocati all’interno della nostra azienda agricola. Le attività iniziavano all’Avocado Stage, una grande pedana all’ombra degli avocado su cui si sono svolti laboratori e piccoli spettacoli durante il giorno. La sera si iniziava dal World Stage – il palco in pietra lavica costruito da Vincenzo nell’uliveto – con musiche energiche che invitavano a ballare; al Nufolk Stage, sotto al castagno, si svolgeva la seconda parte della serata, con atmosfere più tranquille e si concludeva infine al Kaki Stage dedicato alle danze fino a tarda notte.
Sonorità e danze da tutto il mondo hanno ravvivato la nostra campagna: dal Senegal di Momi Maiga, all’Ungheria degli Zoord; dall’Etiopia degli Ukandanz al mix brasilano-norvegese del duo Murakami-Faerden. E poi il Belgio degli Airboxes XL, la Lettonia rappresentata da Rahu, i Sutari dalla Polonia, la L’AL’A! Ensemble dalla Slovacchia, Mamarua, Heather Ferrier, Hiram Salsano e Marcello De Carolis e gli Alice in Wonderband dalla Serbia con la body percussion. Immancabile la musica del sud Italia con la Tarantella Night e svariati laboratori di musica, danza, yoga e tanto altro, per adulti e bambini.
Anche quest’anno le bancarelle degli artigiani locali hanno colorato il festival con le loro produzioni più fantasiose: dai tamburelli alle collane fatte con materiali naturali (tra cui il seme dell’avocado!) agli incensi prodotti con erbe del territorio. Anche i bambini si sono messi al lavoro con una piccola bancarella dell’usato. Passeggiando da un palco all’altro si poteva così curiosare tra le bancarelle e fare acquisti.
Ma quello che ancora una volta ha reso speciale il festival è l’atmosfera di condivisione che si crea in questi quattro giorni: perché chi opta per la formula residenziale, non assiste solo al concerto ma vive quattro giorni immerso nella natura, con i bambini che giocano liberi tra gli ulivi, assaporando in compagnia piatti vegetariani. Vi aspettiamo per l’edizione 2026!




Tarantella Night al Kaki Stage


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